Tajarin al tartufo

Il tartufo bianco, gioiello di Alba, ma anche quello
nero, ugualmente pregiato: i puristi li vogliono affettati
a scaglie sottili su piatti semplicissimi, come le uova
al tegame e i tajarin al burro, i sottilissimi capelli
d’angelo, spesso “figli” di un impasto avanzato,
quello degli agnolotti del dì di festa tagliati a mano
con un coltello ben affilato, da tuffare nell’acqua
bollente e scolare popo un.. amen

Ingredienti

500 grammi di farina “00”

1 uovo intero e 6 tuorli

sale

farina di granoturco finissima

150 q di burro

Tartufo bianco o nero

Preparazione

Su una spianatoia, disponete la farina a fontana, creando un buco nel mezzo. Versate tutte le uova al centro della fontana e, con una lorchetta, iniziate ad amalgamarle alla farina.

Appena quest’ultima è stata incorporata aggiungete il sale. Impastate bene il tutto finche il composto risulta liscio ed elastico.

A questo punto , con un matterello e sulla spianatoia leggermente infarinata, stendete e assottialiate la pasta finché ottenete un disco di sfoglia sottilissima, quasi trasparente. Arrotolate la sfoglia su se stessa e, appena avete formato un rotolo, con un costello affilato, tagliatelo a rondelle sottili. Potete anche usare la macchinetta. In questo caso, tagliate la pasta in tanti pezzetti e passatela fino a ottenere delle strisce lunghe , e sottili.

Poi, cambiate il rullo e passate le strisce ottenendo i tajarin. Disponeteli su una spianatoia leggermente infarinata di farina di mais, dipanandoli bene affinché non si attacchino, e lasciateli asciugare senza coprirli.

Portate a ebollizione una pentola di acqua, salatela leggermente e aggiungete un filo di olio. Appena l’acqua bolle, lessatevi i tajarin.

Scolateli appena vengono a galla (bastano appena 3 minuti). Mentre aspettate che l’acqua arrivi a ebollizione, sciogliete il burro in una padella larga e capiente a fiamma dolcissima (non non deve friggere) e aggiungete un po’ di pepe nero macinato al momento.


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